Nidi e Scuole dell'infanzia
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Progetto 0-6


Dal Regolamento delle scuole e dei nidi d’infanzia

(...) 2 Parte seconda

I PRINCIPI DEL PROGETTO EDUCATIVO

2.1 I bambini e le bambine sono attivi protagonisti dei processi di crescita
I bambini sono dotati di straordinarie potenzialità di apprendimento e di cambiamento, di molteplici risorse affettive, relazionali, sensoriali, intellettive che si esplicitano in uno scambio incessante con il contesto culturale e sociale. Ogni bambino è soggetto di diritti e prioritariamente
porta in sé quello di essere rispettato e valorizzato nella propria identità, unicità, differenza e nei propri tempi di sviluppo e di crescita.
Ogni bambino, individualmente e nella relazione con il gruppo, è portatore di una sensibilità ecologica verso gli altri e verso l’ambiente ed è costruttore di esperienze a cui è capace di attribuire senso e significato.

2.2 I cento linguaggi
Il bambino, come essere umano, possiede cento linguaggi, cento modi di pensare, di esprimersi, di capire, di incontrare l’altro attraverso un pensiero che intreccia e non separa le dimensioni dell’esperienza. I cento linguaggi sono metafora delle straordinarie potenzialità dei bambini, dei processi conoscitivi e creativi, delle molteplici forme con cui la
vita si manifesta e la conoscenza viene costruita.
I cento linguaggi sono da intendersi come disponibilità che si trasformano e si moltiplicano, nella cooperazione e nell’interazione tra linguaggi, tra bambini e tra bambini e adulti.
È responsabilità del nido e della scuola dell’infanzia valorizzare tutti i linguaggi verbali e non verbali, accreditando loro pari dignità.

2.3 Partecipazione
La partecipazione è il valore e la strategia che qualifica il modo dei bambini, degli educatori e dei genitori di essere parte del progetto educativo; è la strategia educativa che viene costruita e vissuta nell’incontro e nella relazione giorno dopo giorno.
La partecipazione valorizza e si avvale dei cento linguaggi dei bambini e degli esseri umani, intesi come pluralità dei punti di vista e delle culture, richiede e favorisce forme di mediazione culturale e si articola in una molteplicità di occasioni ed iniziative per costruire il dialogo e il senso di appartenenza ad una comunità.
La partecipazione genera e alimenta sentimenti e cultura di solidarietà, responsabilità ed inclusione, produce cambiamento e nuove culture che si misurano con la dimensione della contemporaneità e dell’internazionalità.

2.4 Ascolto
In una educazione partecipata, un atteggiamento attivo di ascolto tra adulti, bambini e ambiente è premessa e contesto di ogni rapporto educativo.
L’ascolto è un processo permanente che alimenta riflessione, accoglienza e apertura verso di sé e verso l’altro; è condizione indispensabile al dialogo e al cambiamento.
L’atteggiamento di ascolto alza la soglia di attenzione e sensibilità verso gli scenari culturali, valoriali e politici della contemporaneità.
Il nido e la scuola dell’infanzia hanno la responsabilità di favorire e rendere visibili questi processi attraverso la documentazione pedagogica.

2.5 Apprendimento come processo di costruzione soggettivo e nel gruppo
Ogni bambino, come ogni essere umano, è costruttore attivo di saperi, competenze ed autonomie, attraverso originali processi di apprendimento che prendono forma con modalità e tempi unici e soggettivi nella relazione con i coetanei, gli adulti e gli ambienti.
Il processo di apprendimento privilegia le strategie di ricerca, confronto e compartecipazione; si avvale di creatività, incertezza, intuizione, curiosità; si genera nelle dimensioni ludico, estetica, emozionale, relazionale e spirituale che intreccia ed alimenta; propone la centralità della motivazione e del piacere dell’apprendere.

2.6 Ricerca educativa
La ricerca rappresenta una delle essenziali dimensioni di vita dei bambini e degli adulti, una tensione conoscitiva che va riconosciuta e valorizzata.
La ricerca compartecipata tra adulti e bambini è prioritariamente una prassi del quotidiano, un atteggiamento esistenziale ed etico necessario per interpretare la complessità del mondo, dei fenomeni, dei sistemi di convivenza ed è un potente strumento di rinnovamento in educazione.
La ricerca, resa visibile attraverso la documentazione, costruisce apprendimento,
riformula saperi, fonda la qualità professionale, si propone a livello nazionale e internazionale come elemento di innovazione pedagogica.

2.7 Documentazione educativa
La documentazione è parte integrante e strutturante le teorie educative e le didattiche, in quanto dà valore e rende esplicita, visibile e valutabile la natura dei processi di apprendimento soggettivi e di gruppo dei bambini e degli adulti, individuati attraverso l’osservazione, rendendoli un patrimonio comune.
L’esperienza educativa che si realizza nel nido e nella scuola dell’infanzia assume pieno significato se la documentazione realizzata in itinere viene rivista, ricostruita, risignificata e valutata, cioè interpretata, nel confronto e con il contributo di diversi punti di vista.
Intesa come “luogo pubblico”, la documentazione sostanzia l’idea di nido e scuola Forum in cui si elabora, con un processo democratico, una cultura dell’infanzia e dell’educazione.

2.8 Progettazione
L’azione educativa prende forma attraverso la progettazione della didattica, degli ambienti, della partecipazione, della formazione del personale, e non mediante l’applicazione di programmi predefiniti.
La progettazione è una strategia di pensiero e di azione rispettosa e solidale con i processi di apprendimento dei bambini e degli adulti, che accetta il dubbio, l’incertezza e l’errore come risorse, ed è capace di modificarsi in relazione all’evolvere dei contesti. Si realizza attraverso i processi dell’osservazione, della documentazione e dell’interpretazione in
un rapporto ricorsivo. La progettazione si realizza attraverso una stretta sinergia tra l’organizzazione del lavoro e la ricerca educativa.

2.9 Organizzazione
L’organizzazione del lavoro, degli spazi, dei tempi dei bambini e degli adulti appartiene strutturalmente ai valori e alle scelte del progetto educativo.
È un’organizzazione che costruisce una rete di scelte e di assunzioni di responsabilità compartecipate a livello amministrativo, politico e pedagogico; scelte che concorrono a garantire identità, stabilità, sicurezza ai bambini e al servizio educativo, connotandolo nelle sue potenzialità, qualità e prassi.
I livelli amministrativo, politico e pedagogico sono anche corresponsabili di una costante e sistematica valutazione della coerenza tra i principi del progetto educativo e le scelte organizzative prodotte.
Di particolare rilievo risultano essere condizioni lavorative e forme contrattuali
che favoriscono stabilità, continuità e senso di appartenenza.

2.10 Ambiente, spazi e relazioni
Gli spazi interni ed esterni del nido e della scuola dell’infanzia sono pensati e organizzati in forme interconnesse che favoriscono le interazioni, le autonomie, le esplorazioni, la curiosità e la comunicazione e si offrono come luoghi di convivenze e ricerche per i bambini e per gli adulti.
L’ambiente interagisce, si modifica e prende forma in relazione ai progetti e alle esperienze di apprendimento dei bambini e degli adulti e in un costante dialogo tra architettura e pedagogia.
La cura degli arredi, degli oggetti, dei luoghi di attività da parte dei bambini e degli adulti è un atto educativo che genera benessere psicologico, senso di familiarità e appartenenza, gusto estetico e piacere dell’abitare, che sono anche premesse e condizioni primarie per la sicurezza degli ambienti.
Pertanto la sicurezza è una qualità che si genera dal dialogo e dall’elaborazione condivisa tra le differenti professionalità che se ne devono occupare e preoccupare e deve contemporaneamente valutare sia la prevenzione del rischio che la ricchezza e la qualità delle possibilità offerte.

2.11 Formazione professionale
La formazione professionale si caratterizza come processo teso alla costruzione
di consapevolezze dei modi e dei significati dell’educazione, dei nodi qualificanti il progetto educativo e di competenze specifiche dei diversi ruoli professionali. La formazione permanente è un diritto-dovere del singolo operatore e del gruppo, previsto e considerato nell’orario di lavoro e organizzato collegialmente nei suoi contenuti, nelle sue forme e
nelle modalità di partecipazione delle singole persone.
Si sviluppa prioritariamente nell’azione quotidiana all’interno delle istituzioni attraverso le pratiche riflessive dell’osservazione e della documentazione e trova nell’aggiornamento settimanale l’occasione privilegiata di approfondimento e condivisione.
La formazione professionale si sviluppa in modo sinergico tra gli aggiornamenti
della singola scuola dell’infanzia o nido, il piano di formazione del sistema dei servizi educativi, le occasioni formative e culturali cittadine, nazionali e internazionali.

2.12 Valutazione
La valutazione, in quanto azione che mira ad una continua attribuzione di senso e di valore, è un processo strutturante l’esperienza educativa e gestionale.
Il processo valutativo appartiene alla totalità degli aspetti della vita scolastica, quali apprendimento dei bambini, professionalità del personale, organizzazione e qualità del servizio, viene inteso e proposto come opportunità per riconoscere e per negoziare i significati e le intenzionalità del progetto educativo e si configura come azione pubblica di dialogo e di interpretazione.
A tale scopo i nidi e le scuole dell’Infanzia si dotano di strumenti (ad esempio i Consigli Infanzia Città, il coordinamento pedagogico, il gruppo di lavoro e la compresenza di operatori corresponsabili e co-titolari) e di pratiche (ad esempio la documentazione, la partecipazione delle famiglie e delle realtà territoriali, la partecipazione al sistema pubblico integrato).



Da Iscrizioni scuole e nidi d’infanzia 2009 - 2010

L’esperienza dei nidi e scuole dell’infanzia comunali di Reggio Emilia ha avuto inizio nel 1963 con l’apertura della prima Scuola dell’Infanzia, seguita nel 1971 dagli Asili Nido; un’esperienza in cui è stato elaborato e attuato un progetto pedagogico e culturale che da anni costituisce un riferimento d’intensa vitalità per la città, ed è oggetto di interesse, studio e confronto da parte di insegnanti, pedagogisti, ricercatori, amministratori, personalità della politica e della cultura provenienti da tutta Italia a da ogni parte del mondo. Una esperienza educativa per i bambini dai 3 mesi ai 6 anni che si fonda sull’immagine di un bambino dotato di forti potenzialità di sviluppo e soggetto di diritti, che apprende, cresce nella
relazione con gli altri. L’identità specifica dei ser vizi gestiti dall’Istituzione scuole e nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia, caratterizzata dal valore e dalla qualità della ricerca e della innovazione, si fonda su alcuni tratti distintivi: la partecipazione delle famiglie, il lavoro collegiale degli operatori, l’importanza accreditata all’ambiente educativo, la presenza dell’atelier e della cucina interna, il coordinamento pedagogico e didattico.
La partecipazione delle famiglie alla vita e alla gestione dei ser vizi per l’infanzia comunali,
fortemente innestata nella storia dell’esperienza, si mantiene viva e si rifonda ogni giorno nella pratica quotidiana di relazione e comunicazione con i genitori, percepiti come risorsa, portatori di saperi e competenze.
Nido e scuola dell’infanzia si propongono come spazi di incontro e di dibattito con le famiglie e i cittadini per costruire in città una cultura dell’infanzia più attenta e consapevole.
In ogni nido e scuola dell’infanzia è presente un Consiglio Infanzia Città composto da genitori, cittadini, insegnanti, operatori, atelierista e pedagogista. Questo organismo, eletto ogni tre anni e annualmente integrato con nuovi genitori, rappresenta la struttura democratica di base promuove la partecipazione delle famiglie al progetto educativo del nido e della scuola dell’infanzia e contribuisce a sostenere la qualità
del servizio. L’organizzazione del gruppo degli operatori di ogni nido e scuola dell’infanzia si fonda sul valore della collegialità, della relazione, del confronto e della corresponsabilità.
L’orario di lavoro settimanale del personale di 36 ore (di cui una parte destinata alla formazione professionale e agli incontri con le famiglie) permette la compresenza di tutto il personale nella mattina concorrendo a dare qualità alle esperienze dei bambini.
Nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali l’ambiente e gli spazi sono predisposti e studiati per favorire l’intreccio di relazioni e incontri tra adulti e bambini, tra bambini e bambini, tra adulti e adulti. L’ambiente viene concepito e vissuto come interlocutore educativo che offre ai bambini esperienze di gioco, di scoperta, di ricerca.
La figura dell’atelierista e la presenza degli spazi atelier e mini-atelier in tutti i ser vizi offrono quotidianamente ai bambini la possibilità di avere incontri con più materiali, più linguaggi, più punti di vista, di avere contemporaneamente attive le mani, il pensiero e le emozioni, valorizzando l’espressività e la creatività di ciascun bambino e dei bambini in gruppo.
Anche la scelta di avere la cucina interna in ogni nido e scuola dell’infanzia, è un tratto distintivo del servizio. Il personale di cucina, altamente qualificato, disponibile all’ascolto e alla relazione con le famiglie, prepara quotidianamente i pasti per bambini e adulti seguendo una dieta bilanciata elaborata da una équipe di dietisti, pediatri, cuochi.
Una dieta che può variare in relazione a condizioni particolari di salute del bambino certificate dal pediatra, ma anche in relazione a divieti alimentari dettati da scelte religiose di cui le famiglie chiedano il rispetto.
Le scuole che si avvalgono di una cucina esterna fanno riferimento a tabelle dietetiche predisposte con i medesimi criteri adottati per i menù a confezionamento interno.
I servizi comunali per la fascia 0-6 anni fanno riferimento ad un unico coordinamento pedagogico-didattico, un gruppo di lavoro che elabora gli orientamenti pedagogici dei servizi,
compartecipa gli incontri con le famiglie utenti, svolge funzioni formative e di coordinamento
rispetto a insegnanti ed operatori di nidi e scuole dell’infanzia.